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CELOMMI Pasquale
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Pasquale Celommi nacque il 6 gennaio 1851 a Montepagano - un piccolo borgo oggi frazione di Roseto degli Abruzzi (Te).Particolarmente portato per il disegno, quand'era solo tredicenne trovò in Camillo Mezzoprete, un facoltoso collezionista locale e pittore dilettante, il suo primo maestro e, soprattutto, il finanziatore dei suoi primi studi.


L`Operaio politico , Teramo  Pinacoteca

L`OPERAIO POLITICONel 1873 vinse il concorso del pensionato artistico indetto dall’amministrazione provinciale di Teramo che gli permise di frequentare la Scuola libera del nudo istituita presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove ebbe come maestro Antonio Ciseri. A Firenze, città in cui conobbe e
sposò Giuseppina Giusti (nipote del poeta Giuseppe Giusti) e in cui nacque il suo primogenito Raffaello - Celommi rimase fino al 1881, dedicandosi principalmente alla realizzazione di tele o dal gusto prettamente accademico-classicista o  d'atmosfera esotica di stile morelliano -ottenendo anche di partecipare nel '78 alla Esposizione Nazionale con Odalisca al Bagno, Tarantella e Vecchio abruzzese.


Tornato a Montepagano, invece, libero dagli obblighi accademici, Celommi si accostò a quello che può a ragione definirsi 'verismo regionale', trovando nella campagna abruzzese la sua prima fonte d'ispirazione. 

                                                                


La lavandaia
Museo Nazionale d`Abruzzo 
Ex coll. Paolo Francesco d`Aloisio






La sua pittura è fortemente fedele al reale e risente in particolare dell'esempio dei conterranei Michetti e Patini. Al contrario di quanto si può dire di opere posteriori, i quadri di questo periodo mostrano una pennellata particolarmente pastosa e, nella maggior parte dei casi, un uso di colori scuri e 'pieni', comunque mai squillanti.

Bisogna inoltre dire che nell'ultimo ventennio dell'Ottocento Celommi sidimostrò un pittore molto prolifico e, diversamente da quanto fece in seguito, partecipò di frequente alle mostre, locali e non, come ad esempio la II Esposizione Operaia di Teramo del 1888, la mostra "Italo Americana" di Genova (Colombiana) del 1892 e la LXVI Esposizione di Belle Arti di Roma del 1895. Non a caso di questi anni sono le sue due opere maggiori:



l’operaio  politico" (presentata a Teramo nel 1888) ed  il ciabattino, quadro con cui partecipò alla mostra romana del 1895 e con il quale ottenne un'ottima critica sul quotidiano capitolino "La Tribuna".
Intorno al 1890 inoltre Pasquale Celommi conobbe lo storico Vincenzo Bindi, il quale gli commissionò diverse opere e, soprattutto, un'illustrazione per il suo volume I Monumenti Storici ed Artistici degli Abruzzi, volume per il quale fecero delle tavole anche, tra gli altri, Patini e Michetti. Dei primi anni del 1900 sono i suoi lavori principali di arte sacra: Le tre Marie (o La Crocifissione)(1900) e La Sacra Famiglia (1904), in cui si può riscontrare una eco di 'caravaggismo' che consente al pittore di trattare questi temi nel suo usuale realismo.

Il Ciabattino , Pinacoteca civica, Roseto degli Abruzzi








La produzione novecentesca di Celommi è formata principalmente da marine. Queste sono tele in cui, rispetto ai suoi precedenti quadri, il pittore schiarisce i colori, alleggerisce la pennellata e, soprattutto, si dedica alla resa della luce naturale, dimostrando un'innata abilità nel riprodurre l'atmosfera delle albe e dei tramonti sul mare, tanto che, a quanto riportano i cronisti dell'epoca, Michetti disse di un'alba sull'Adriatico: "Questo è un quadro alla Celommi".

La sposa del pescatore , collezione privata


Le marine di Celommi sono uno splendido spaccato di vita quotidiana; lungi da essere quadri paesaggistici, hanno sempre come protagonisti i pescatori. Per riportare ad esempio qualche titolo si possono citare alcuni tra i lavori più noti del pittore: Partenza della lancetta del 1910, Burrasca, o anche Alba sul mare, dello stesso anno.






E' importante inoltre ricordare che dal 1900 Celommi, oltre ad avvalersi dell'aiuto del figlio Raffaello, lavorò in maniera continuativa per la galleria dei fratelli D'Atri di Roma e per alcune gallerie estere: la Winterstein di Vienna e le gallerie Bekerans di Monaco di Baviera e di Berlino, che gli assicurarono una buona commercializzazione delle sue tele nei paesi mitteleuropei.

P.Celommi con F.P.Michetti ed i fratelli D`Atri



La Tarantella , olio su tela (1878) 43.5x60 cm   Ex collezione Fam.d`Aloisio

Negli ultimi anni, pur non partecipando alle mostre o ad altre occasioni ufficiali, il pittore potè godere dell'attenzione costante della stampa abruzzese che ormai era solita definirlo "il pittore della luce".

Pasquale Celommi morì il 9 agosto 1928, in seguito ad una nefrite.



LA VENDEMMIA

VENDEMMIA -dettaglio- Pinacoteca civica, Roseto degli Abruzzi. Ex collezione Fam.d`Aloisio







 
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